Guerra e mercati fermi: l’agricoltura veronese lancia l’allarme
Confagricoltura Verona compie 80 anni, ma è allarme rosso: “Anche il vino soffre”.
L’agricoltura veronese trema tra guerre e crisi del vino: Confagricoltura Verona compie 80 anni e lancia l’allarme. Le festa per l’anniversario si è svolta nella Tenuta Albertini di Zevio, trasformando la ricorrenza in un’occasione di profonda analisi e, soprattutto, in un grido d’allarme per il futuro del settore.
Tra video storici in bianco e nero e il ricordo di una Verona rurale che non c’è più, i vertici dell’associazione e i rappresentanti istituzionali hanno tracciato un bilancio amaro sul momento economico attuale. L’agricoltura veronese, eccellenza a livello nazionale, è stretta oggi in una morsa letale tra tensioni geopolitiche globali e il crollo dei consumi di alcuni dei suoi prodotti simbolo.
La crisi del vino: soffrono i grandi rossi di Verona.
Il passaggio più delicato dell’analisi del presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni, ha riguardato il comparto vitivinicolo, da sempre motore trainante dell’economia locale.
“È un momento di flessione per tutti i settori, perfino per il vino che è sempre stato il nostro fiore all’occhiello”, ha ammesso De Togni.
Il mercato sta cambiando rapidamente e non sconti a nessuno: si registra un netto calo dei consumi globali e una forte tendenza dei consumatori a preferire vini più leggeri e, soprattutto, a costi più contenuti. Una transizione che sta colpendo duramente la provincia scaligera, famosa in tutto il mondo per i suoi vini rossi strutturati e importanti (come l’Amarone e il Valpolicella). Accanto al vino, continua inoltre il “periodo nero” per i seminativi, schiacciati tra il crollo dei prezzi di vendita e i costi di produzione stellari.
Dalla terra all’energia: la rivoluzione multifunzionale.
Fondata nel 1946, Confagricoltura ha attraversato una metamorfosi epocale. Se nel dopoguerra l’unico obiettivo era produrre cibo per un’Italia affamata, oggi l’agricoltore è diventato una figura centrale per la sopravvivenza stessa del territorio.
I punti.
- Produzione alimentare: Garanzia di qualità e sicurezza nei piatti.
- Transizione energetica: Produzione di energia elettrica pulita e biogas.
- Custodia ambientale: Tutela del paesaggio contro il dissesto idrogeologico.
- Gestione faunistica: Monitoraggio e protezione del territorio.
Proprio per questa sua nuova veste, De Togni chiede un cambio di passo radicale della politica: “L’agricoltura deve essere riconosciuta come un settore di importanza strategica per l’Italia e per l’Europa. Senza la garanzia di un’autosufficienza alimentare saremo sempre in balia degli eventi, basti vedere cosa sta accadendo con i blocchi geopolitici e la crisi dello stretto di Hormuz“.
La politica fa quadrato: “Se cede l’agricoltura, crolla il Paese”.
Le istituzioni regionali, presenti in massa a Zevio, hanno raccolto l’appello. L’assessore regionale Diego Ruzza ha ribadito la centralità della collaborazione con Confagricoltura per “coltivare i capolavori che tutto il mondo ci invidia”.
Ancora più netti i commenti dei consiglieri regionali della Commissione agricoltura. Alberto Bozza ha lanciato un avviso chiaro sui rischi sistemici: “Se il pilastro dell’agricoltura dovesse cedere, si creerebbe un grave problema economico e sociale per l’intero Paese”. Sulla stessa linea la consigliera Claudia Barbera, che ha ricordato come Verona sia la prima linea dell’agricoltura nazionale e meriti tutele immediate di fronte alle tempeste geopolitiche.
