Classifica Censis, l’università di Verona perde una posizione. Ma è prima per occupabilità dei laureati
Nella classifica Censis degli atenei statali con iscritti tra 20mila e 40mila, l’università di Verona si colloca all’undicesimo posto.
L’università di Verona arretra di una posizione nella Classifica Censis delle Università italiane 2026-2027, pubblicata dal Censis. Nella categoria dei grandi atenei statali, che comprende le università con un numero di iscritti tra 20mila e 40mila, l’ateneo scaligero si piazza all’undicesimo posto con un punteggio complessivo di 82,3, perdendo una posizione rispetto all’edizione precedente.
A guidare la classifica è ancora una volta l’università della Calabria (91,7 punti), davanti all’università di Pavia (90,2). Sul podio sale l’università di Cagliari (88,5), che supera quella di Parma (88,3). Completano le prime posizioni Perugia, Salerno e Milano-Bicocca, seguite da Roma Tor Vergata e Chieti-Pescara. Davanti a Verona figurano anche Genova e Modena e Reggio Emilia.
Alle spalle dell’ateneo veronese si trovano invece le università di Messina, Ferrara, Campania “Luigi Vanvitelli”, Roma Tre e Catania, che chiudono la graduatoria dei grandi atenei statali.
Primo posto in Italia per occupabilità dei laureati.
Verona è al primo posto in Italia nell’indicatore occupabilità dei laureati, migliorando la già ottima terza posizione dello scorso anno, confermandosi sul podio per il terzo anno consecutivo, a testimoniare il rafforzamento del dialogo tra Università, imprese, istituzioni e organizzazioni del territorio. Un risultato che conferma l’efficacia delle numerose collaborazioni sviluppate dall’Ateneo con il tessuto economico e sociale, attraverso tirocini, percorsi di orientamento, progetti congiunti e iniziative di placement, con l’obiettivo di favorire un inserimento qualificato dei giovani nel mondo del lavoro.
