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Oggi iniziano i centri diurni per bambini iniziano

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Negli spazi delle scuole, riaprono oggi i Centri diurni per bambini e adolescenti gestiti dal Comune.

Una novità assoluta perchè solitamente si tenevano in appartamenti, questa soluzione risponde a due ordini di necessità: la ripresa delle attività dei Centri dopo lo stop legato legato all’emergenza sanitaria, e il rispetto delle misure anticontagio.

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Per andare incontro alle esigenze delle famiglie e dei minori con particolari bisogni educativi, per i quali i Centri Diurni, insieme ai Centri Aperti e al Centro Ragazzi, rappresentano un importante punto di riferimento, i Servizi sociali del Comune, d’intesa con il settore Istruzione, danno vita ad un nuovo progetto organizzativo. Che prevede attività all’interno di ampi spazi scolastici e suddivise per turni, mattino e pomeriggio, per dare risposta al maggior numero di utenti, garantendone al contempo la massima sicurezza.

Dal oggi, quindi, le attività si svolgeranno nelle seguenti scuole: il Centro Diurno “Panda” e il Centro Aperto “Amico” saranno ospitati dalla Scuola Primaria “Dall’Oca Bianca” di Via Selinunte; il Centro Diurno “Occhio Ragazzi” usufruirà del cortile della Scuola Secondaria di 1° grado “Fedeli” di Via Abruzzo; il Centro Diurno “Bonsai” utilizzerà gli spazi della Scuola primaria “Busti” di Via Redipuglia; il Centro Aperto “Bambù” godrà delle aule della Scuola Primaria “Lenotti” in Via Bacchiglione.

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Da lunedì 13 luglio saranno operativi anche il Centro Diurno “Cantastorie” ed il Centro Aperto “Spazio ragazzi”, che potranno usare la Scuola Secondaria di 1° Grado “Simeoni” di Montorio.

Oltre ai sei Centri diurni, i servizi educativi del Comune organizzano anche 3 Centri aperti (per bambini e adolescenti) e un Centro ragazzi (per giovani tra i 16 e 25 anni), che sono rimasti operativi anche durante il Covid. Nel periodo di lockdown, infatti, gli educatori di tali servizi hanno continuato a sostenere bambini e ragazzi proponendo incontri da remoto così da alimentare la relazione di sostegno soprattutto in un momento in cui il forzato isolamento, le limitazioni della libertà di movimento e delle attività di socializzazione hanno posto allo scoperto nuove fragilità.

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