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Sportello lavoro: comunicazione congiunta dei comuni di Grezzana, Bosco Chiesanuova, Cerro, Erbezzo e Roverè

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Sono 37, ad oggi, le persone che dalla ripresa delle attività produttive e commerciali interrotte a metà Marzo dal Governo per contenere l’epidemia si

sono presentate all’ufficio dello Sportello Unico del Lavoro dei Comuni di Grezzana, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Erbezzo e Roverè Veronese per trovare un’occupazione.

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Di mese in mese, il numero di persone che si rivolge allo Sportello Unico del Lavoro cresce.
L’ufficio in via Roma 1, a Grezzana, ha riaperto al pubblico – su appuntamento – il Martedì, Giovedì e Venerdì dalle 8.30 alle 12.30.
Il servizio, gratuito, gestito dall’Agenzia Sociale Lavoro&Società, agevola l’incontro tra domanda e offerta.

Allo Sportello Unico del Lavoro si sono indirizzate con i propri curricula vitae anche persone provenienti da Comuni della provincia lontani da Grezzana: Ronco all’Adige e Negrar sono gli ultimi in ordine di tempo.

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La convenzione prevede che l’ufficio raccolga, però, soltanto le domande di lavoro dei residenti a Grezzana, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Erbezzo e Roverè Veronese. Mentre le offerte di lavoro possono provenire anche da ditte di altri Comuni.

L’operatrice provvede non solo ad aiutare quanti cercano lavoro nella stesura dei curricula vitae e delle lettere di motivazione, ma anche a promuovere le offerte di lavoro ricevute e ad inviare i curricula vitae dei candidati alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Saranno le stesse aziende, se interessate ai profili lavorativi pervenuti, a contattare i candidati per l’eventuale assunzione.

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Ultimamente, si sono recati allo Sportello Unico del Lavoro soprattutto dipendenti che, messi in cassa integrazione dalle aziende per resistere alla crisi economica, cercano un’eventuale alternativa lavorativa poiché temono di perdere lo stipendio quando non si potrà più ricorrere agli ammortizzatori sociali. Altrimenti, si domandano gli stessi dipendenti, che motivo avrebbe avuto Il Governo di vietare tassativamente i licenziamenti durante l’emergenza sanitaria?

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