Scontro sulla sicurezza alle Golosine: volano stracci tra Pd e FdI
Verona, quarta circoscrizione: il caso sicurezza alle Golosine agita la politica.
Alle Golosine, lo scontro sulla sicurezza con il Pd che attacca il centrodestra: “Solo slogan, la Commissione è ferma dal 2024”. Il quartiere torna al centro del dibattito politico cittadino, e lo fa riaccendendo una storica miccia: la gestione della sicurezza e della vivibilità nei quartieri della Quarta Circoscrizione. A fare scattare la scintilla sono state le recenti dichiarazioni del consigliere di Fratelli d’Italia, Petitto, in merito a un episodio di cronaca avvenuto in zona. Dichiarazioni che non sono affatto piaciute al Partito Democratico locale, che ora accusa il centrodestra di fare “propaganda sulla pelle dei residenti”.
La provocazione: cos’è la “zona rossa”.
La destra ha chiesto l’estensione della cosiddetta “zona rossa” come misura drastica per arginare il degrado. Una proposta che i rappresentanti del Pd – il segretario del Quarto Circolo Marco De Fazio insieme alle consigliere circoscrizionali Sabrina Ugolini e Maddalena Tomelleri – rispediscono al mittente, definendola una “provocazione da titolo di giornale piuttosto che una soluzione reale”.
“La sicurezza merita rispetto, non slogan” attaccano gli esponenti dem, sollevando dubbi concreti sulla reale efficacia del provvedimento: “Cosa significa concretamente estendere la zona rossa? Quali strumenti aggiuntivi porterebbe? Ma soprattutto, quali evidenze ne dimostrano l’efficacia?”.
L’affondo: “Commissione Sicurezza fantasma da due anni”.
Il punto più critico del contrattacco del Pd si sposta però sul piano dell’attività istituzionale. Il consigliere Petitto, che siede nella Commissione Sicurezza della Quarta Circoscrizione, viene chiamato in causa direttamente per quella che i dem definiscono una “totale assenza di iniziativa pratica”.
I dati temporali sollevati dal Pd tracciano uno scenario di immobilismo: l’ultima convocazione ufficiale della Commissione Sicurezza risale infatti al novembre 2024. Da quel momento – secondo l’accusa – non ci sarebbe stato più alcun confronto, nessuna riunione e nessuna iniziativa ufficiale per il quartiere. Un vuoto che, per l’opposizione di centrosinistra, dimostra come la sicurezza venga usata dal centrodestra come una passerella mediatica anziché come un terreno di lavoro quotidiano.
Due visioni opposte per le Golosine.
Lo scontro mette a nudo due modi diametralmente opposti di intendere il controllo del territorio. Da un lato la richiesta di misure restrittive e perimetri di sorveglianza speciale speciali; dall’altro la visione del Pd, che punta sulla rigenerazione e la costanza. Il Pd quindi chiede: “Coordinamento fitto tra le istituzioni locali. Presenza fisica e costante delle forze dell’ordine. Cura degli spazi pubblici e decoro urbano per contrastare l’isolamento delle periferie. Interventi sociali mirati nei punti caldi del quartiere”.
“In questi anni abbiamo avanzato proposte e lavorato per migliorare la vivibilità, ma il centrodestra ha sistematicamente bocciato i progetti senza presentare alternative credibili” concludono De Fazio, Ugolini e Tomelleri. “Ai cittadini delle Golosine serve una politica che lavori ogni giorno nell’ombra, non chi si ricorda dei quartieri solo quando si accendono le telecamere”.